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Prossima l'apertura del nuovo collegamento stradale Trento Nord-Rocchetta

15/09/2008
Prossima l'apertura del nuovo collegamento stradale Trento Nord-Rocchetta

Il collegamento viario Trento Nord-Rocchetta è un nuovo asse viabilistico che si sviluppa in destra orografica della valle dell'Adige tra Trento e Mezzolombardo con la funzione di sgravare la SS 12, che corre invece in sinistra orografica della valle attraversando gli abitati e che risulta quotidianamente congestionata dal traffico. La concretizzazione di questo asse viario avviene mediante la realizzazione di tre lotti funzionali denominati:
  • Lotto 1 - collegamento della zona industriale di Lavis con l'autostrada del Brennero e l'interporto doganale di Trento. A fine Agosto, l'avanzamento dei lavori era pari al 90%.
  • Lotto 2 - collegamento stradale Trento Nord-Rocchetta, tratto Lavis-Zambana Vecchia lungo circa 2,6 km con tre ponti sul fiume Adige, sul fiume Noce e sulla Fossa Maestra. A fine Agosto, l'avanzamento dei lavori era pari al 95%.
  • Lotto 3 - collegamento stradale Trento Nord-Rocchetta, tratto Zambana Vecchia-Svincolo sulla SS 43 per Fai della Paganella.

Tracciato Trento Nord-Rocchetta, tratto Zambana Vecchia-Svincolo sulla SS 43 per Fai della Paganella
L'appalto del lotto 3 era stato aggiudicato nel 2006 all'ATI composta dalla mandataria Collini e dalla mandante Cossi Costruzione, che aveva redatto il progetto esecutivo. L'importo complessivo del progetto aggiornato è di circa 126 milioni di Euro, di cui 89,5 milioni per i lavori. L'importo dei lavori di scavo e del rivestimento di prima fase ammonta a 23,44 milioni di Euro.
La Direzione Operativa e il coordinamento per la sicurezza sono stati affidati all'ATI composta da Egis, Atagroup, Studio Geoingegneria e Stain. Cliccare it/27. Collegarsi a www.impresacollini.it, www.cossi.com, www.atagroup.com, www.egis.fr o www.scetauroute.com e a www.stain-web.com.
Il tratto di 8,8 km mette in collegamento la futura rotatoria, in prossimità del Ponte Zambana Vecchia del lotto 2, con la SS 43 della Val di Non, all'altezza dello svincolo per la SP 64 di Fai della Paganella, bypassando l'abitato di Mezzolombardo con una serie di opere, tra cui la galleria Rupe Rocchetta sotto il Monte Corno è la più importante. Il lotto 3 per i primi 3.400 metri segue fedelmente il tomo arginale sinistro del fiume Noce, quindi inizia la grande curva che, attraverso il ponte Ululone, permette il superamento del fiume Noce in corrispondenza del Biotopo "La Rupe" e porta poi all'imbocco Sud della nuova galleria naturale, in corrispondenza del quale la strada diventa a quattro corsie, due per senso di marcia. All'inizio di tale curva si distaccano le piste di svincolo per la zona industriale di Mezzolombardo. L'imbocco Sud della galleria si trova ai margini della zona industriale, mentre l'imbocco lato Nord è in vicinanza dell'incrocio della SP 63 di Fai della Paganella con la SS 43 della Val di Non. All'uscita Nord della galleria, la strada torna a due corsie e va a collegarsi direttamente con la SS 43 della Val di Non. Ai lati di tale tratto è stato ricavato uno svincolo a servizio delle correnti veicolari dirette e provenienti dalla zona nord di Mezzolombardo e dall'Altopiano della Paganella.
Galleria Rupe Rocchetta
La galleria Rupe Rocchetta è a doppio fornice a traffico unidirezionale e sopporterà un carico di oltre 20 mila veicoli al giorno. Lo scavo, a sezione piena, è stato avviato su due fronti, nord e sud. I lavori ai due imbocchi lato Trento sono di competenza Collini, mentre quelli ai due imbocchi opposti sono di competenza Cossi. Quando il progetto fu modificato prevedendo la seconda canna, si decise di utilizzare la perforazione del tunnel esplorativo, che avrebbe dovuto fungere da galleria di emergenza, come canna Sud.
La lunghezza della canna Nord (in direzione della SS 43) è di 3.633 m in naturale più 71,90 m in artificiale (59,60 m imbocco sud e 12,30 imbocco nord), mentre la canna Sud (in direzione Trento) ha un'estesa complessiva di 3.655 m in naturale, più 72 m in artificiale (49,60 m imbocco sud e 22,40 imbocco nord). In entrambe le canne la pendenza massima sarà dell'1,63%.
Le due canne sono collegate da tre by-pass carrabili e 11 pedonali, con funzione di vie di fuga in caso di necessità. I by-pass pedonali sono interdistanziati di 250 m, quelli carrabili di 1.000 m. Ogni 600 m, sono state realizzate le piazzole di emergenza, 10 per ogni senso di marcia. La larghezza della piattaforma stradale in galleria unidirezionale è pari a 8 m. Il diametro di scavo libero è di 11 m.

Geologia
A Marzo 2001, l'ATI composta da Giolai Costruzioni e De.Mo.Ter, su progetto dello Studio Geoingeneria, aveva realizzato un foro pilota per le indagini geologiche utilizzando una TBM della Wirth. La geologia lungo il tracciato della galleria Rupe Rocchetta è composta da dolomie Ladine per i primi 500 m, da argille per 400 m, da dolomie di Raibl per 350 m e infine dalle dolomie principali per 2.460 m. Collegarsi a www.demoter.net
Metodologia di scavo e rivestimento
Nella canna Nord, lo scavo è stato effettuato con un Hitachi Zaxis 350 dotato di martellone idraulico, mentre nella canna Sud si è utilizzato il metodo drill&blast avvalendosi, per i primi 500 m, di un jumbo Atlas Copco H 175 e in seguito di un più moderno jumbo Atlas Copco WL3 C. Gli esplosivi sono stati posizionati con un sollevatore a cestello Merlo, e ogni volata ha consentito un avanzamento di circa 2,5 m circa. Lo smarino è stato trasportato con una pala gommata 966G della Cat.
Per quanto riguarda le tecniche di sostegno e il rivestimento primario sono stati utilizzati ancoraggi Ankral con spritz beton in presenza di dolomie, ancoraggi Swellex con centine e spritz in presenza di argilliti. L'impermeabilizzazione e il rivestimento definitivo sono stati realizzati in PVC. Oltre agli usuali sistemi di drenaggio, si è realizzato un sistema di captazione di acque di sorgente separato dai sistemi di raccolta delle acque di drenaggio, con la possibilità di riutilizzo (portata circa 8-12 l/s).
Per il rivestimento definitivo, in calcestruzzo armato o non in relazione alle caratteristiche dell'ammasso di roccia attraversato, è stata utilizzata una pompa autocarrata Cifa. Cliccare qui per i mezzi utilizzati nel progetto e qui per alcune foto. Gli scavi e il rivestimento di prima fase iniziati il 12 Aprile 2006 sono stati terminati il 4 Dicembre 2007. A fine Agosto l'avanzamento era del 76%. Collegarsi a www.atlascopco.it, www.cat.com, www.cifa.com, www.hitachi-c-m.com e a www.merlo.com
Impiantistica di sicurezza
Il moderno equipaggiamento della galleria comprende la cabina di trasformazione, gli impianti per la ventilazione, l'illuminazione e la sicurezza. La dotazione comprende sistemi per il monitoraggio degli inquinanti, per la rilevazione e lo spegnimento degli incendi e per il controllo code, TVCC, postazioni SOS, segnaletica luminosa e a messaggio variabile e semafori agli imbocchi. L'impianto di segnaletica luminosa SOS e i pannelli luminosi sono stati realizzati da Igs Engineering. Collegarsi a www.igsengineering.it
Alimentazione elettrica generale
L'alimentazione elettrica degli impianti della galleria Rupe è realizzata con due linee indipendenti in media tensione (MT) che partono dalle due cabine in prossimità degli imbocchi Sud e Nord e vanno ad alimentare una cabina di centro, situata in un by-pass carrabile nella zona centrale della galleria. Nelle cabine avviene la trasformazione dalla tensione di alimentazione dell'ente erogatore (AIR) da 20 kV a 400V, tensione di utilizzo di tutte le apparecchiature previste.
Ventun quadri BT e sei quadri MT della gamma SM6 sono stati forniti da Schneider. I trasformatori in resina MT/BT - BT/BT sono dalla Tesar, le cassette di derivazione di tipo resistente al fuoco da Palazzoli, secondo nuove linee ANAS 850°C/90 min, la fune portacavi da Incofil e le canaline portacavi da FEMI-CZ. Collegarsi a www.palazzoli.it, www.schneiderelectric.it, www.tesargroup.com, www.incofil.com e a www.femicz.it.
Illuminazione
Per quanto riguarda gli imbocchi sono state utilizzate lampade al sodio ad alta pressione (SAP) con potenza pari a 150 W, 250 W e 400 W per garantire il livello di illuminamento di soglia necessario.
L'illuminazione permanente è stata realizzata con corpi illuminanti fluorescenti a doppio tubo (2 x 58 W) disposti, grazie alla ridotta sezione del fornice rispetto al progetto definitivo, su di un solo lato della carreggiata in corrispondenza della corsia di sorpasso. Non essendo previsto nel progetto definitivo il gruppo elettrogeno di emergenza, è stata aumentata l'autonomia dei gruppi di continuità portandola a 60 minuti. L'illuminazione di emergenza è realizzata con metà dei corpi illuminanti dell'illuminazione permanente, sull'intero fornice (una lampada ogni due), e con alimentazione proveniente dai gruppi di continuità. Gli apparecchi di illuminazione in galleria per l'illuminazione permanente avranno lampade fluorescenti da 2 x 58 W, ottica simmetrica e reattore elettronico dimmerabile (0-10 V) che consente la regolazione del livello di illuminamento per la riduzione notturna mantenendo un livello uniforme su tutto il fornice.
L'impianto di illuminazione all'interno dei by-pass è realizzato con armature fluorescenti 2 x 58 W con reattore elettronico e batterie tampone. Gli apparecchi illuminanti sono di Disano. Collegarsi a www.disano.it
Ventilazione

La ventilazione meccanica della galleria Rupe è stata progettata in modo da mantenere le condizioni degli inquinanti di riferimento (CO, NOx) al disotto dei valori stabiliti dalle raccomandazioni della PIARC (Associazione mondiale della strada) e una buona visibilità in galleria per velocità sino ed oltre 100 km/h, controllando I'opacità (OP) dell'aria, in modo da diluire sia i fumi emessi dai motori diesel sia il particolato, dovuto all'usura del manto stradale, dei pneumatici e dei freni, mantenendone le concentrazioni al disotto del valori stabiliti dalle raccomandazioni della PIARC.
Per quanto riguarda la sicurezza in caso di incendio, trattandosi di gallerie a traffico unidirezionale e con ventilazione meccanica longitudinale, l'impianto di ventilazione, composto da tre gruppi di ventilazione dislocati in prossimità delle tre cabine elettriche Sud, Centro e Nord, è stato proporzionato per evitare velocità critiche di riflusso dei fumi (back-Iayering), verso zone occupate da veicoli fermi e per ventilare la galleria con traffico bloccato a monte dell'incendio.
Flakts Woods si è occupata della ventilazione bidirezionale e longitudinale della galleria e della ventilazione meccanica dei bypass, installando 52 Jetfoil 100JMTS da 27 kW, reversibili e in acciaio inox AISI316L, temperatura massima 400°C per 90 minuti ,16 Aerofoil JM 80/20/4/6 PM 112 da 4,4 kW, 1 Aerofoil JM 50/20/2/6 da 3,8 kW e 1 Aerofoil JM 56/20/2-4/6 da 5/0,65 kW. L'impianto di ventilazione è alimentato al 100% da ogni linea MT. Tutti i ventilatori di galleria sono alimentati mediante quadri di alimentazione e rifasamento (Q.A.R.V.) per il corretto rifasamento del carico elettrico. L'alimentazione degli elettroventilatori avviene per mezzo di gruppo presa spina (integrata nel quadro con gruppo di rifasa mento) con interblocco meccanico da 63 A Cat. AC3-AC3A, di tipo resistente al calore (secondo nuove linee guida ANAS). Sono state fornite da Palazzoli. Tutti i booster sono dotati di specifici sensori della CEMB per il controllo delle vibrazioni e sensori per la segnalazione di eventuali distacchi dalla volta. Sono stati utilizzati ancoranti chimici di Hilti. Collegarsi a www.flaktwoods.com/it, www.cemb.com e a www.hilti.it
Controllo dell'atmosfera in galleria
La strumentazione per il controllo dell'atmosfera e del traffico in galleria è costituita da una serie di apparecchi che rilevano l'ossido di carbonio (CO), misurato in ppm (parti per milione) mediante analizzatori di CO, e il particolato o i fumi emessi dalla combustione del gasolio e da polveri dovute al traffico, che causano una riduzione della visibilità, tramite gli opacimetri. Gli anemometri e le strumentazioni di controllo dell'atmosfera sono di Sick. Collegarsi a www.sick.it
Rilevazione incendio in galleria
L'impianto di rilevazione incendio è costituito da un sistema di rilevazione lineare del calore mediante un cavo in fibra ottica appositamente progettato. Il sistema antincendio è in grado di attivare l'allarme non soltanto al raggiungimento di una temperatura massima programmata, ma anche per un incremento della temperatura nell'unità di tempo ritenuta pericolosa, anche in assenza del superamento del valore della temperatura massima stabilita. Gli apparati di gestione e di monitoraggio dell'impianto sono collocati nella cabina elettrica imbocco Sud, lato Trento.
Spegnimento incendi
L'impianto è formato da una serie di manichette UNI45, una ogni 175 m, e da una vasca di accumulo con relativo gruppo di pressurizzazione posizionata all'imbocco nord. Le manichette sono alloggiate in parte negli armadi SOS e in parte in ulteriori armadi in acciaio inossidabile installati tra due postazionì SOS successive. Ogni armadio è dotato di due estintori. Presso i due imbocchi saranno inoltre installati due attacchi motopompa UNI 70. 38/08


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